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Sicurezza in Sardegna

L'INTERVISTA | Sette domande ai fratelli Masala :«La sicurezza non si firma. Si costruisce in cantiere»

Federico, Gianfranco e Stefania Masala raccontano ad Anticaduta Sardegna™ perché la prevenzione delle cadute dall'alto nasce dall'organizzazione del lavoro, dal dialogo tra professionisti e dalla capacità di trasformare…

Redazione ANTICADUTA SARDEGNA™ ·

L'INTERVISTA | Sette domande ai fratelli Masala :«La sicurezza non si firma. Si costruisce in cantiere»

Federico, Gianfranco e Stefania Masala raccontano ad Anticaduta Sardegna™ perché la prevenzione delle cadute dall'alto nasce dall'organizzazione del lavoro, dal dialogo tra professionisti e dalla capacità di trasformare gli obblighi in sicurezza reale.

MONSERRATO (CAGLIARI) – 8 ottobre 2026

La sicurezza comincia molto prima di salire su un ponteggio

Ci sono frasi che nei cantieri si sentono ancora troppo spesso.

«L'abbiamo sempre fatto così».

«Ci vuole solo un minuto».

«Sono anni che faccio questo lavoro».

Frasi apparentemente innocue, pronunciate magari da lavoratori esperti, che raccontano uno dei problemi più difficili da affrontare nella prevenzione degli infortuni: l'abitudine al rischio.

Perché il pericolo non scompare quando diventa familiare. E l'esperienza, per quanto preziosa, non può sostituire una corretta organizzazione del lavoro.

È proprio da questa consapevolezza che prende forma la visione di FG Project Safety & Consulting, realtà professionale di Monserrato, nell'area metropolitana di Cagliari, che affianca imprese e professionisti nella sicurezza sul lavoro, nella gestione dei cantieri, nella consulenza tecnica e nella formazione.

Dietro FG Project ci sono tre fratelli, tre percorsi professionali differenti e un'idea condivisa: la sicurezza deve funzionare dove le persone lavorano, non soltanto nei documenti.

Federico Masala porta l'esperienza della progettazione, della direzione lavori e della gestione operativa dei cantieri.

Gianfranco Masala, geometra, Coordinatore della Sicurezza, RSPP esterno e formatore, si occupa degli aspetti tecnici della prevenzione, della valutazione dei rischi e del coordinamento della sicurezza.

Stefania Masala segue l'organizzazione dei servizi, la formazione e il rapporto quotidiano con aziende, professionisti e collaboratori.

Tre competenze che si completano e che permettono di osservare la sicurezza da prospettive differenti.

Li abbiamo intervistati per l'Osservatorio Anticaduta Sardegna™, il progetto dedicato alla diffusione della cultura della prevenzione delle cadute dall'alto e alla valorizzazione delle competenze presenti nel territorio regionale.

Ne è nata una conversazione che parla di cantieri, responsabilità, formazione e organizzazione. Ma soprattutto di persone.

E di una convinzione che attraversa tutte le loro risposte: la sicurezza non può essere qualcosa che si aggiunge al lavoro. Deve diventare parte del modo in cui il lavoro viene progettato e realizzato.


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1. Partiamo da voi. Come nasce FG Project Safety & Consulting e come si sono incontrate, all'interno dell'azienda, le competenze e le esperienze dei fratelli Masala?

FG Project nasce da un percorso professionale maturato nel mondo delle costruzioni e dei cantieri.

Federico e Gianfranco sono geometri e hanno sviluppato nel tempo esperienze tecniche diverse ma complementari: Federico soprattutto nella progettazione edilizia, direzione lavori, gestione operativa dei cantieri, topografia, catasto e contabilità lavori; Gianfranco nella gestione tecnica e nella sicurezza dei cantieri, nel coordinamento e nella pianificazione delle lavorazioni.

L'area Safety & Consulting è cresciuta come evoluzione naturale di questa esperienza: lavorando nei cantieri ci siamo resi conto che la sicurezza non può essere separata dall'organizzazione concreta del lavoro.

Stefania ha portato nella struttura la componente organizzativa, commerciale e di coordinamento della formazione: rapporto con le aziende, gestione dei fabbisogni, programmazione dei corsi, rapporti con docenti e partner e continuità delle pratiche.

La nostra complementarità nasce quindi da tre prospettive diverse sullo stesso lavoro: tecnica e cantiere, sicurezza e coordinamento, organizzazione e relazione con il cliente.

È questo che oggi cerchiamo di mettere a sistema in FG Project Safety & Consulting.

2. Entrate nelle imprese e nei cantieri e vedete la sicurezza nella sua applicazione concreta. Qual è, secondo voi, la distanza che esiste ancora oggi tra la sicurezza “scritta nei documenti” e quella realmente praticata sul campo?

La distanza nasce quando il documento viene considerato il punto di arrivo anziché uno strumento di lavoro.

Un POS, un PSC o una valutazione dei rischi possono essere formalmente completi, ma la sicurezza esiste davvero solo se ciò che è stato previsto viene compreso, organizzato e applicato dalle persone che svolgono la lavorazione.

Il problema che incontriamo più spesso non è necessariamente l'assenza di documenti, ma il rischio che documentazione, organizzazione e realtà del cantiere procedano su binari separati.

Se cambiano una lavorazione, un'attrezzatura, una squadra o le condizioni operative, anche la gestione della sicurezza deve essere riletta.

Per noi il passaggio fondamentale è proprio questo: riportare il documento dentro il cantiere, verificando che descriva il lavoro reale e che le misure previste siano concretamente applicabili.

3. Quando si parla di lavori in quota e rischio di caduta dall'alto, qual è l'errore culturale — prima ancora che tecnico — che incontrate più spesso?

La normalizzazione del rischio.

Frasi come “l'abbiamo sempre fatto così”, “è solo per pochi minuti” oppure “sono abituato” possono abbassare la percezione del pericolo proprio nelle attività che richiederebbero maggiore attenzione.

L'esperienza è fondamentale, ma non deve trasformarsi in eccesso di confidenza.

Nei lavori in quota anche un'attività abituale deve essere preparata considerando accesso, posizione di lavoro, protezioni, attrezzature, condizioni del contesto e comportamento dell'operatore.

Il cambiamento culturale che riteniamo più importante è passare dall'idea di “stare attenti” all'idea di “organizzare il lavoro perché il rischio sia realmente controllato”.

4. Imbracature, linee vita, ponteggi, PLE e altri sistemi di protezione sono indispensabili, ma da soli non costruiscono la sicurezza. Dove comincia, secondo voi, una corretta prevenzione delle cadute dall'alto?

Comincia prima di indossare un DPI o utilizzare un'attrezzatura: comincia nella pianificazione della lavorazione.

Bisogna prima capire cosa deve essere fatto, dove, da chi, con quali modalità e per quanto tempo; individuare i rischi e scegliere le misure più adeguate, privilegiando quando possibile soluzioni organizzative e protezioni collettive.

Solo dopo vengono la scelta corretta delle attrezzature e dei DPI, la formazione, l'addestramento, i controlli e la vigilanza durante il lavoro.

Il filo che tiene insieme tutti questi elementi è la coerenza: il sistema di protezione deve essere adatto a quella specifica lavorazione, le persone devono saperlo utilizzare e l'organizzazione deve consentire loro di lavorare secondo quanto pianificato.

5. FG Project lavora anche su problematiche legate ai cantieri, un ambiente nel quale soggetti e competenze differenti devono necessariamente convivere. Quanto conta la capacità di far dialogare impresa, RSPP, coordinatori, tecnici, formatori e lavoratori? E cosa succede quando questo dialogo manca?

Conta moltissimo, perché la sicurezza di un cantiere non appartiene a una sola figura.

Ognuno osserva il lavoro da una prospettiva diversa e possiede responsabilità e competenze specifiche.

Quando il dialogo funziona, le informazioni arrivano alla persona giusta prima che diventino un problema: una modifica della lavorazione viene valutata, una criticità viene segnalata, la formazione può essere collegata ai rischi reali e le procedure possono essere adattate all'organizzazione effettiva del cantiere.

Quando questo dialogo manca, invece, aumenta il rischio di avere documenti che non comunicano tra loro, indicazioni non condivise e decisioni operative prese sul momento.

Il coordinamento non deve essere soltanto formale: deve creare un collegamento continuo tra chi progetta, chi organizza e chi materialmente esegue il lavoro.

6. Uno dei principi sui quali stiamo costruendo Anticaduta Sardegna™ è che nessuno può essere specialista di tutto. Voi lavorate già attraverso relazioni e collaborazioni professionali: quale valore può avere, secondo voi, una rete regionale di competenze dedicata alla prevenzione delle cadute dall'alto?

Per noi il valore di una rete regionale di competenze sta proprio nella possibilità di mettere insieme professionalità diverse e complementari, capaci di leggere il rischio di caduta dall'alto nei molti contesti in cui può presentarsi.

I lavori in quota, infatti, non riguardano soltanto il cantiere edile, ma possono interessare attività industriali, manutenzioni, impianti, coperture, strutture, servizi e molte altre realtà operative.

Disporre, all'interno di una rete, di tecnici, formatori, RSPP, progettisti, installatori, manutentori e specialisti con esperienze differenti significa poter indirizzare ogni esigenza verso la competenza più adatta, costruendo risposte più complete e realmente utili.

Per il cliente questo rappresenta un vantaggio concreto: non deve orientarsi da solo tra professionalità diverse, ma può contare su una rete capace di dialogare, condividere competenze e affrontare il problema in modo integrato, mantenendo sempre chiari ruoli e responsabilità.

È questo uno degli aspetti che abbiamo trovato più interessanti in Anticaduta Sardegna™: creare un punto di riferimento nel quale la specializzazione di ciascuno diventi valore per tutti.

7. Immaginiamo di parlare direttamente a un imprenditore sardo che considera ancora la sicurezza soprattutto un obbligo da rispettare. Qual è il messaggio che i fratelli Masala vorrebbero lasciargli?

La sicurezza funziona quando entra nel modo in cui il lavoro viene progettato e svolto, non quando arriva alla fine come un documento da firmare.

Considerarla parte dell'organizzazione significa lavorare con maggiore consapevolezza, ridurre l'improvvisazione e mettere le persone nelle condizioni di fare bene il proprio lavoro.

Gli adempimenti sono necessari, ma il vero obiettivo è che ciò che abbiamo scritto e programmato trovi applicazione ogni giorno sul campo.


Oltre l'intervista | La prevenzione ha bisogno di competenze che dialogano

C'è un elemento che emerge con particolare chiarezza dalle parole dei fratelli Masala.

La sicurezza non è il risultato di una singola competenza, di un'attrezzatura o di un documento. È il risultato di un sistema nel quale persone, conoscenze, responsabilità e organizzazione devono funzionare insieme.

È una riflessione particolarmente importante quando parliamo di cadute dall'alto, uno dei rischi più gravi che possono interessare il mondo del lavoro.

Una copertura industriale, un ponteggio, un intervento di manutenzione, un impianto o un'attività svolta in quota possono richiedere soluzioni differenti. Non esiste una risposta valida indistintamente per ogni situazione.

Occorre conoscere il lavoro, valutare il contesto, individuare le misure appropriate e assicurarsi che le persone siano realmente preparate.

Ma occorre anche riconoscere i limiti della propria specializzazione e saper coinvolgere, quando necessario, altre competenze.

È la stessa prospettiva che emerge dalle testimonianze già raccolte dall'Osservatorio, tra cui l'intervista a Claudio Serra sulla sicurezza nei lavori in quota e le sette domande più una ad Anna Doro.

Esperienze professionali differenti che contribuiscono ad alimentare un confronto concreto sulla prevenzione.

Una Sardegna che mette in rete le proprie competenze

Anticaduta Sardegna™ nasce anche per questo: favorire il dialogo tra professionisti, imprese, tecnici, formatori e operatori che ogni giorno affrontano il problema della prevenzione delle cadute dall'alto.

Non per cancellare le differenze tra le professionalità, ma per valorizzarle.

Non per sostituirsi alle responsabilità di ciascuno, ma per contribuire a una cultura della prevenzione più diffusa, competente e concreta.

Un percorso che ha cominciato a trovare attenzione anche al di fuori degli spazi del progetto, come raccontato nell'articolo La prevenzione delle cadute dall'alto entra nel dibattito regionale: SardegnaEventi24 racconta Anticaduta Sardegna.

In questa prospettiva si inseriscono anche le iniziative della Scuola Sarda Anticaduta™ e il percorso verso il Forum Anticaduta Sardegna 2027, pensato come occasione di confronto tra imprese, RSPP, professionisti, formatori e tecnici.

Le parole dei fratelli Masala aggiungono un contributo importante a questa riflessione.

Perché ricordano che la prevenzione non si costruisce soltanto attraverso norme e procedure, ma anche attraverso il dialogo tra chi conosce il lavoro e chi ha le competenze per renderlo più sicuro.

La sicurezza non comincia quando un lavoratore indossa l'imbracatura. Comincia quando qualcuno si domanda come organizzare quel lavoro affinché possa essere svolto in sicurezza.

Ed è da questa domanda che dovrebbe partire ogni cantiere.


Gli intervistati | FG Project Safety & Consulting

Federico, Gianfranco e Stefania Masala rappresentano le tre competenze complementari attraverso cui opera FG Project Safety & Consulting, realtà con sede a Monserrato (Cagliari), attiva nella sicurezza sul lavoro, nella consulenza tecnica, nella formazione e nel supporto alle imprese.

Federico Masala – Geometra e Legale Rappresentante di F.G. Project S.a.s., opera nel settore tecnico dal 2007. Si occupa di progettazione edilizia, direzione lavori, gestione tecnico-operativa dei cantieri, topografia, pratiche catastali e contabilità lavori.

Gianfranco Masala – Geometra abilitato, iscritto al Collegio dei Geometri della Provincia di Cagliari dal 2001, Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione, RSPP esterno e Formatore della Sicurezza. Ha maturato esperienza nella sicurezza dei cantieri temporanei e mobili, nella valutazione dei rischi e nella prevenzione delle cadute dall'alto.

Stefania Masala – Coordina l'organizzazione operativa, amministrativa e commerciale dell'area Safety & Consulting, la programmazione della formazione, la gestione documentale e i rapporti con clienti, docenti e partner.

La complementarità dei tre ruoli consente a FG Project di affrontare la sicurezza come un sistema nel quale competenze tecniche, organizzazione, formazione e gestione operativa devono dialogare con la realtà concreta dell'impresa e del cantiere.

FG Project Safety & Consulting

Sede: Via Giulio Cesare 186/A – 09042 Monserrato (CA)

Sito ufficiale: www.fgprojectsardegna.it

Servizi specialistici: Safety & Consulting

Contatti: Pagina ufficiale FG Project

Email: info@fgprojectsardegna.it


Anticaduta Sardegna™ | Le competenze al servizio della prevenzione

Anticaduta Sardegna™ è un progetto promosso da 626 School – Consulenza & Formazione, dedicato alla cultura della prevenzione delle cadute dall'alto, alla valorizzazione delle competenze specialistiche e alla diffusione di conoscenze utili per imprese e professionisti.

Attraverso l'Osservatorio, le interviste, gli approfondimenti e le iniziative della Scuola Sarda Anticaduta™, il progetto intende contribuire alla crescita di una comunità professionale regionale nella quale esperienze differenti possano incontrarsi e confrontarsi.

Sei un professionista, un tecnico, un formatore o un'impresa che desidera contribuire al confronto sulla prevenzione delle cadute dall'alto in Sardegna?

Raccontaci la tua esperienza e chiedi informazioni sulle iniziative del progetto e sul Forum Anticaduta Sardegna 2027.

Contatti: segreteria@626school.it

Approfondimenti: Osservatorio Anticaduta Sardegna™


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