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Linee vita e ancoraggi

Incidente al Colosseo: cosa sono i lavori su fune e perché richiedono formazione e procedure specifiche

L'incidente mortale al Colosseo riporta l'attenzione sui lavori su fune:valutazione dei rischi, ancoraggi, formazione, addestramento ed emergenza. La morte di un giovane operaio specializzato durante i lavori al…

Redazione ANTICADUTA SARDEGNA™ ·

Incidente al Colosseo: cosa sono i lavori su fune e perché richiedono formazione e procedure specifiche

L'incidente mortale al Colosseo riporta l'attenzione sui lavori su fune:valutazione dei rischi, ancoraggi, formazione, addestramento ed emergenza.

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La morte di un giovane operaio specializzato durante i lavori al Colosseo riporta l'attenzione sui lavori in quota eseguiti mediante funi. La dinamica dell'incidente è ancora oggetto di indagine e non consente conclusioni sulle responsabilità. Ma per imprese e lavoratori c'è un tema sul quale è importante fare chiarezza: lavorare su fune non significa semplicemente indossare un'imbracatura. Servono valutazione del rischio, sistemi adeguati, organizzazione, formazione, addestramento e procedure di emergenza.

L'incidente al Colosseo

Nella notte tra il 22 e il 23 settembre 2026 Andrea Moretti, 22 anni, operaio specializzato nei lavori in fune in quota, ha perso la vita durante i lavori per la realizzazione del nuovo impianto di illuminazione del Colosseo.

Il giovane è precipitato per circa dieci metri.

Secondo le prime informazioni diffuse dagli organi di informazione, è stato trovato con l'imbracatura indossata, mentre la fune risultava integra e l'occhiello libero.

Ma questo elemento non permette di stabilire la causa dell'incidente.

Le indagini sono ancora in corso. Saranno gli accertamenti tecnici e l'autopsia a contribuire alla ricostruzione della dinamica e a chiarire se vi siano state anomalie nell'attrezzatura, errori o altri fattori.

È quindi necessario evitare conclusioni premature e, soprattutto, attribuzioni di responsabilità.

La tragedia permette però di approfondire un'attività particolarmente delicata per la sicurezza sul lavoro: i lavori in quota mediante sistemi di accesso e posizionamento su funi.

Lavorare in quota e lavorare su fune non sono la stessa cosa

Non tutti i lavori in quota sono lavori su fune.

Il D.Lgs. 81/2008 definisce il lavoro in quota come un'attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 metri rispetto a un piano stabile.

All'interno del più ampio ambito dei lavori in quota esistono però attività nelle quali vengono utilizzati sistemi di accesso e posizionamento mediante funi.

Sono lavorazioni che richiedono valutazioni, attrezzature, organizzazione e competenze specifiche.

Il punto fondamentale è questo:

non è sufficiente consegnare un'imbracatura e una fune a un lavoratore per trasformare un'attività in un lavoro su fune eseguito in sicurezza.

Il sistema deve essere progettato e organizzato nel suo insieme.

👉 Lavori in quota in Sardegna: cosa deve fare un'azienda per lavorare in sicurezza

Nei lavori su fune la sicurezza è un sistema

Quando si osserva un lavoratore sospeso o posizionato mediante funi, l'attenzione tende naturalmente a concentrarsi sull'imbracatura.

Ma l'imbracatura è soltanto uno degli elementi coinvolti.

La sicurezza dipende dall'integrazione tra diversi fattori:

  • valutazione preventiva del rischio;

  • scelta della tecnica di lavoro appropriata;

  • sistemi di accesso e posizionamento;

  • funi e dispositivi di regolazione;

  • sistemi e punti di ancoraggio;

  • compatibilità tra i componenti utilizzati;

  • organizzazione del lavoro;

  • formazione degli operatori;

  • addestramento pratico;

  • sorveglianza delle operazioni quando prevista;

  • procedure di emergenza e recupero.

È quindi più corretto parlare di sistema di sicurezza che del singolo DPI.

L'imbracatura è fondamentale, ma non può essere considerata isolatamente dal sistema nel quale viene utilizzata.

Prima della fune viene la valutazione del rischio

Una delle domande più importanti per il datore di lavoro è:

per eseguire questa lavorazione è realmente necessario utilizzare un sistema di accesso e posizionamento mediante funi?

La scelta non dovrebbe partire dall'attrezzatura disponibile, ma dalla valutazione dell'attività da eseguire e dei relativi rischi.

Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce principi specifici per i lavori temporanei in quota e attribuisce priorità alle misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali, quando applicabili.

Prima di scegliere una determinata modalità operativa devono quindi essere considerate le caratteristiche del lavoro, le condizioni del luogo, la durata dell'intervento e le possibilità offerte dalle diverse soluzioni tecniche.

Prima viene la valutazione del rischio. Poi viene la scelta del sistema con cui eseguire il lavoro.

Accesso e posizionamento mediante funi: cosa prevede il D.Lgs. 81/2008

Il riferimento specifico è l'articolo 116 del D.Lgs. 81/2008, dedicato agli obblighi dei datori di lavoro concernenti l'impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi.

La normativa stabilisce condizioni precise per l'impiego di questi sistemi.

Tra gli aspetti da considerare rientrano, in funzione della configurazione del lavoro, l'utilizzo delle funi e dei dispositivi appropriati, l'imbracatura collegata al sistema previsto, l'organizzazione dell'attività e le misure necessarie affinché il lavoro possa essere svolto in condizioni di sicurezza.

Non si tratta quindi semplicemente di una modalità alternativa per raggiungere un punto difficilmente accessibile.

È una tecnica di lavoro che richiede una specifica organizzazione della sicurezza.

Formazione e addestramento sono parte del sistema

La competenza dell'operatore è fondamentale.

Per i lavoratori addetti a sistemi di accesso e posizionamento mediante funi il D.Lgs. 81/2008 prevede una formazione specifica adeguata alle operazioni previste.

Ed è importante comprendere la differenza tra conoscere una regola e saperla applicare durante il lavoro.

Un lavoratore deve essere in grado di utilizzare correttamente le attrezzature e i sistemi previsti anche nelle condizioni operative reali.

Per questo l'addestramento pratico assume un'importanza particolare.

Nei lavori su fune la formazione non può essere considerata un semplice adempimento documentale.

Deve tradursi in competenza operativa.

Anche gli ancoraggi fanno parte del sistema

Una fune e gli altri componenti del sistema devono interagire con ancoraggi appropriati alla configurazione prevista.

Per questo la valutazione non può fermarsi all'imbracatura o alla fune.

Occorre conoscere il sistema al quale il lavoratore viene collegato, le sue caratteristiche, la destinazione d'uso e le condizioni nelle quali viene utilizzato.

Su questo tema abbiamo già approfondito quando una linea vita può essere necessaria:

👉 Linea vita: quando serve davvero nei lavori in quota

E cosa occorre considerare quando il sistema è già presente:

👉 Linea vita già installata: chi deve controllarla e quando va verificata

Anche le norme tecniche evolvono. Per questo abbiamo analizzato recentemente un cambiamento importante:

👉 UNI 11578 ritirata: cosa cambia per linee vita e ancoraggi permanenti

E se qualcosa va storto?

C'è un altro aspetto che non dovrebbe essere affrontato soltanto dopo l'incidente: il recupero del lavoratore.

Nei lavori in quota e, a maggior ragione, nelle attività mediante funi, l'emergenza deve essere considerata prima dell'inizio del lavoro.

Non è sufficiente chiedersi come evitare una caduta.

Occorre domandarsi anche:

che cosa facciamo se il lavoratore rimane sospeso, si trova in difficoltà o non riesce più a raggiungere autonomamente una posizione sicura?

Il soccorso e il recupero non dovrebbero essere improvvisati nel momento dell'emergenza.

Devono entrare nella valutazione e nell'organizzazione preventiva dell'attività.

7 domande prima di iniziare un lavoro su fune

Prima dell'avvio dell'attività, un'impresa dovrebbe poter rispondere chiaramente almeno a queste domande:

  1. La valutazione dei rischi considera specificamente questa lavorazione?

  2. Il ricorso ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi è appropriato rispetto all'intervento?

  3. Il sistema utilizzato è adeguato e i suoi componenti sono compatibili?

  4. Gli ancoraggi sono appropriati alla configurazione prevista?

  5. Gli operatori possiedono la formazione specifica necessaria?

  6. È stato effettuato l'addestramento necessario?

  7. È stata organizzata la gestione di un'eventuale emergenza e del recupero del lavoratore?

Se una di queste risposte è incerta, il problema non si risolve semplicemente acquistando un DPI migliore.

Occorre riesaminare l'intero sistema di prevenzione.

Dalla tragedia del Colosseo alla prevenzione

Saranno le indagini a stabilire che cosa sia realmente accaduto al Colosseo.

Non sarebbe corretto attribuire oggi cause o responsabilità che devono ancora essere accertate.

Possiamo però utilizzare questa tragedia per ricordare un principio fondamentale:

nei lavori su fune la sicurezza non dipende da un singolo dispositivo. Dipende dal sistema.

Valutazione del rischio, organizzazione, funi, imbracatura, dispositivi, ancoraggi, procedure, formazione, addestramento e gestione dell'emergenza sono parti dello stesso processo di prevenzione.

Questo vale a Roma come in qualsiasi cantiere della Sardegna.

E riguarda imprese edili, manutentori, installatori, operatori sulle coperture, tecnici e aziende che devono intervenire su strutture o luoghi difficilmente accessibili.

626 School – Scuola Sarda Anticaduta™

ANTICADUTA SARDEGNA™ nasce per diffondere informazione tecnica e cultura della prevenzione sui lavori in quota, sui DPI anticaduta, sugli ancoraggi e sull'organizzazione delle attività esposte al rischio di caduta.

Accanto all'Osservatorio, 626 School – Scuola Sarda Anticaduta™ sviluppa attività formative e di approfondimento dedicate alle imprese, ai lavoratori e ai professionisti che operano nel settore.

Perché la sicurezza nei lavori in quota non comincia quando si indossa un'imbracatura.

Comincia dalla valutazione del rischio e continua attraverso organizzazione, sistemi adeguati, competenza, formazione e addestramento.


FAQ – Lavori su fune e sicurezza

Un lavoro in quota è sempre un lavoro su fune?

No. I lavori in quota comprendono diverse tipologie di attività. L'accesso e il posizionamento mediante funi costituiscono una modalità specifica disciplinata dal D.Lgs. 81/2008.

Per lavorare su fune è sufficiente utilizzare un'imbracatura?

No. L'imbracatura è uno degli elementi del sistema. Devono essere considerate anche la configurazione del lavoro, le attrezzature, i collegamenti, gli ancoraggi, le procedure, l'organizzazione, la formazione, l'addestramento e la gestione delle emergenze.

Chi lavora su fune deve ricevere una formazione specifica?

Sì. Il D.Lgs. 81/2008 disciplina specificamente la formazione dei lavoratori addetti ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi.

Bisogna prevedere anche il recupero del lavoratore?

La gestione delle emergenze deve essere valutata preventivamente. Nelle attività in quota e mediante funi è necessario considerare come intervenire qualora un operatore si trovi in difficoltà o non possa raggiungere autonomamente una posizione sicura.

Le regole valgono anche per le imprese che effettuano lavori su fune in Sardegna?

Sì. La normativa nazionale sulla salute e sicurezza sul lavoro si applica anche alle imprese operanti in Sardegna. La valutazione deve naturalmente essere effettuata in relazione alla specifica attività e alle effettive condizioni di lavoro.


Fonti: Ministero della Cultura – Parco archeologico del Colosseo; RaiNews, 23-24 settembre 2026; Sky TG24, 23-24 settembre 2026; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81.

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